Darth Cutts in Google penalizza ancora

Quel bravo ragazzo di Matt Cutts ha colpito ancora, dando a noi SEO nuovo materiale su cui parlare e sparlare in questi giorni di inizio primavera. Ora, qualcuno di voi dirà “Wow, Ben Kenobi, è un inverno che non ti fai sentire e ora torni a pontificare su Darth Cutts”.

Brevemente: 1) non pontifico anche se mi chiamo Benedetto (ah-ah-ah) 2) periodo pienissimo sia in DEA Marketing S.r.l. che nella vita privata. Insomma, non ho tirato su Darth Daddy per caso, in questi giorni ;)

Ok, non sono scusanti, la stella polare è sempre la costanza, come mi insegna l’ottimo Francesco Gavello e allora seguiamola.

Chiuso piccolo OT, andiamo alla ciccia.

Penalizzazione da sovraottimizzazione SEO

E’ il leit-motiv che dal Palazzo dell’Impero aka Mountain View è arrivato per bocca di Darth Cutts. In soldoni: “annichilire i siti che sfruttano strumentalmente le regole del motore di ricerca (cit. Webnews)”.

Insomma, niente di nuovo sotto i due soli di Tatooine. Certo è un annuncio fresco, ben diverso di quello che diceva qualche anno fa lo stesso Darth Cutts (per il video grazie a Riccardo Esposito).

La sovraottimizzazione SEO non era un problema per Google, sempre che di sovraottimizzazione si poteva parlare con l’eccessivo uso di keyword density (lo ammetto, un tempo ci credevo anch’io a questo mito) e nofollow.

La posizione del lord Sith del team Webspam di Google è sempre stata quella di consigliare la costruzione di un sito, di contenuti rivolti all’utente e non a sfruttare le inevitabili falle di un algoritmo che non è né una divinità né la Forza vivente dell’Universo.

Sovraottimizzazione SEO: IMHO

“In my Humble Opinion” magari venga il tanto atteso Web Semantico. Personalmente, non vedo l’ora che ne parliamo al corso SEO Training il 27 Aprile a Roma.

Il problema non è la SEO di per sé, ma la tentazione del Lato Oscuro. Un sito di qualità, è un sito ottimizzato, inteso non solo come codice e come Link Building per il motore di ricerca, ma per l’utente. E’ dannatamente possibile farlo.

Un sito di scarso valore è un sito che “soffre” di sovraottimizzazione SEO ai livelli spinti di una mentalità Black Hat, che non dà alcun valore aggiunto all’utente.

Siamo SE(O)ri: conseguenza di un ottimo posizionamento dovrebbe essere intrinseca la soddisfazione dell’utente. Un algoritmo lo calcola con un basso bounce rate e un’alta permanenza sul sito. Un umano con una cosa chiamata conversioni.

E’ tutto legato, che lo chiamiamo SEO o inbound marketing. E’ tutta una questione di buon senso! Vuoi un nuovo acronimo (visto che è un altro sport del settore)? BSEO. Buon Senso Engine Optimization.

Una domande SEO per te

Permettimi di farti una domanda a margine: in uno scenario in cui la sovraottimizzazione SEO è annunciata come il Male, come considerare l’incalzante Lato Oscuro dei segnali sociali?

Intendiamoci, l’idea di socialità in SERP l’avevo esplicata allo scorso SEO Training, anche se IMHO non si può parlare granché di qualità dei contenuti se con Search Plus Your World dai così tanto vantaggio ai risultati condivisi dai tuoi amici.

Soprattutto se guardi quanto si muove nei “black marketplace”: secchiate di like e +1 al posto dei tre-etti-so-quattro-che-faccio-lascio della vecchia Link Building.

Tu che ne pensi?

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Commenti ( 7 )

      • Emanuele Tolomei says:

        Credo che come tante altre volte, anche questo nuovo update andrà a colpire chi “spamma”. Si, e chi lo fa sa già a cosa va incontro e sa che verrà penalizzato.

        Io l’ho fatto decine di volte e sempre per vedere se e come se ne veniva fuori. Puntualmente la penalizzazione arriva, quindi non serve soffermarsi su dofollow/nofollow, keyword density, tag stuffing, google bombing etc..

        E’ solo buon senso, guarda la tua pagina: E’ SPAM?

        Lo vedi da solo se lo è. La stessa cosa fa googlebot, chiuso

      • Nicola says:

        @Emanuele hai ragione che il buon senso la fa da padrone per quanto riguarda l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Certo ci sono delle regole ben note da seguire ma sostanzialmente se ti fermi a guardare una pagina capisci subito se è SPAM o no.

        Secondo la mia modesta opinione quello su cui dobbiamo spingere noi “SEO” ora è la semantica: richsnippets, attributi rel=next, prev per la paginazione, rel=canonical, HTML5 ecc ecc..

        A quanto vedo i backlinks sono ancora forsa il fattore principale per il ranking ma forse le cose stanno cambiando (speriamo).

      • Benedetto Motisi says:

        Concordo con il maestro Emanuele!

        E’ inutile fare il diavolo a quattro: basta applicare buon senso. Alla fine, i dibattiti infiniti su questo o quel particolare a chi giova?

        @Nicola: andiamo nella stessa direzione. Lato onpage, la via che indichi è quella giusta, IMHO.

        Lato offpage si, i backlinks sono ancora potenti, e il mio timore è che i segnali sociali vengano “trattati” alla stessa stregua.

      • dario says:

        Non riesco a capirli a Big G, prima non vogliono siti tutti uguali (e poi fanno lamia..imp..online ..con tutti i siti uguali )
        adesso se la prendono con la “sovraottimizzazione”

        forse vogliono solo che se ne parli

      • Benedetto Motisi says:

        IMHO c’è sempre da considerare che sono una Inc.

        “Scoraggiare” certe pratiche SEO per spingere più verso la propria agenzia pubblicitaria.

        A pensare male.

        Tracciare linee guida già conosciute, ma puntualizzando “guardate che stavolta stiamo aggiornando l’algoritmo davvero”, per spingere a creare siti e contenuti a misura di utente e non di search engine.

        A pensare bene.

      • Emanuele Tolomei says:

        Io sono anni che leggo le solite cose e sono arrivato a farmi penalizzare o bannare per noia, per cui vi dico che è solo per far parlare di se in un momento di sofferenza nei confronti di bing: “Per loro perdere l’1% della search equivale a milioni di dollari di pubblicità che se ne vanno”

        Sto facendo dei test sui link interni con ottimi risultati, vi terrò aggiornati :)

        Almeno se vanno bene avremo qualcosa di carino su cui testare davvero anzichè allarmarci inutilmente.

        Testate testate testate, non aspettate mai che loro scrivano qualcosa. Quando scrivono è perchè qualcuno che testa gli ha scoperto qualche nervo ;)

      • Adriano De Arcangelis says:

        Quoto l’ultima frase di Emanuele 7 volte :D

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